Personalità e stile fotografico.

Nel post di oggi vorrei portarvi a fare una riflessione sul concetto di personalità e stile in fotografia, tramite quanto espresso dal grande fotografo Andreas Feininger.

Ciò che segue è estrapolato dal libro ‘La fotografia a colori, nuove tecniche’ nella edizione del 1985 edita da Garzanti, scritto dal fotografo stesso.

Non esistono due fotografi un eguale all’altro per personalità, provenienza, educazione, interessi, gusto ed evoluzione artistica.

Di conseguenza, confrontando le opere più significative della loro produzione, si dovrebbe avere una chiara idea di queste differenze individuabili nella scelta del soggetto e nell’esecuzione, nella composizione e nello stile, ecc. Purtroppo questo avviene relativamente di rado, soprattutto perché le differenze di personalità spesso sono bilanciate da una uniformità di idee, che è il deplorevole risultato di un “lavaggio del cervello” dovuto all’influsso negativo dell’attività di gruppo, combinato con l’assoluta mancanza di coraggio nel seguire un indirizzo personale. Per reagire a queste forze negative, l’aspirazione principale d ogni fotografo dovrebbe essere quella di sviluppare uno stile personale.

“…Non esistono due fotografi un eguale all’altro per personalità, provenienza, educazione, interessi, gusto ed evoluzione artistica…”

Andreas Feininger

Chi, anche una sola volta, è riuscito a fare qualcosa di valido, è un individualista, una persona senza timore di andare per la propria strada e , se necessario, lottare per la propria idea. Questo comportamento è esattamente l’opposto di quello che tendenzialmente è riscontrato nella “scuola”, nel “gruppo”. Quei fotografi che si riconoscono in gruppi di persone , legate da un’identità di pensiero, nel senso cioè che concordano sui punti principali, pensando esattamente tutte allo stesso modo, non partecipano di quell’interessante scambio di idee, indispensabile allo sviluppo intellettuale  e artistico di ognuno.

Avere un’idea non è la stessa cosa che difenderla contro un avversario intelligente e agguerrito, o fissarla in un immagine. Nel primo caso, si tratta ancora di qualcosa di vago, di indistinto; nel secondo caso invece, l’attuabilità dell’idea e il suo valore intrinseco possono essere dimostrati e confutati. Chi non possiede la volontà o il coraggio di imporsi perde la sua libertà artistica e finisce col vegetare. Vivere significa lottare , lottare contro le sollecitazioni esterne  e contro la propria natura.

Questa lotta è ben più di quella concorrenziale che si combatte per la sopravvivenza fisica. Si trova infatti un gradino più in alto, essendo condotta per difendere la propria integrità morale e il proprio orgoglio: è la lotta silenziosa dello spirito contro la propria indolenza (perché darsi tanto da fare? Nessuno si accorge della differenza); contro un senso di inferiorità (vorrei tanto essere quello o quell’altro); contro l’azione degenerativa dell’opinione generale (che cosa diranno gli altri fotografi?); contro la tentazione di cogliere un troppo rapido riconoscimento, copiando lo stile, già coronato dal successo, d qualcun’altro(in fondo, tutti si rubano vicendevolmente le idee). Solo chi vince questa lotta può diventare un vero fotografo e sviluppare un suo stile personale…

“…Soltanto chi può esprimersi con piena libertà può realizzare delle opere che portino il marchio inconfondibile della sua personalità…”

“…La premessa per giungere allo sviluppo di un proprio stile personale è l’autocoscienza e l’autocritica, perchè uno stile si sviluppa dalla personalità del fotografo…”

Andreas Feininger

Vai alla pagina dedicata ad Alex Webb sul sito della Magnum.

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